Tra ottobre 2009 e marzo 2011, a seguito del restauro e del consolidamento delle strutture della Chiesa parrocchiale della Conversione di San Paolo di Roccapelago a Pievepelago (MO), sono stati condotti scavi archeologici che hanno riportato in luce alcuni resti della fortezza di età medievale e della preesistente chiesa, nonché diverse sepolture e, addirittura, una cripta con circa trecento corpi mummificati.

La mole di dati raccolti durante l’indagine archeologica, è notevole, poiché essendo lo scavo, una operazione distruttiva e irripetibile, come viene ribadito in tutti i manuali di archeologia, la rimozione di ciascuno strato è stata accuratamente documentata, affinché la perdita di informazioni, che è comunque inevitabile, risultasse il più limitata possibile.

In effetti, la documentazione di scavo corrisponde ad un insieme di operazioni di registrazione, in modo tale da ottenere tutte le informazioni potenzialmente insite al contesto indagato circa le modalità di deposizione e, pertanto, si paventa la possibilità di ricostruire a posteriori quanto è stato, per così dire, smontato sullo scavo. Si compone di documenti scritti (diari di scavo, schede di Unità Stratigrafica, matrix di Harris), grafici (sezioni e planimetrie) e fotografici (immagini fotografiche di dettaglio e d’insieme).

Un sito web, inteso come una “grande scatola virtuale” contenente tutti gli elementi raccolti nel corso delle indagini svolte a Roccapelago, con le interpretazioni offerte dagli studiosi, rappresenta una ulteriore modalità di comunicazione scientifica dello scavo, alla portata di tutti.

Questo sito, infatti, è utile sia agli addetti ai lavori e agli studiosi in generale, i quali necessitano di informazioni immediate sulle fasi storiche di Roccapelago e sui ritrovamenti archeologici, sia al pubblico, che troverà in esso una esauriente panoramica circa la ricostruzione del passato di questa piccola comunità montana.