1968 – La storia

–> COS’E’? Anno in cui si sviluppò il movimento di contestazione dei valori tradizionali e delle istituzioni da parte di giovani, di studenti e operai.
–> QUANDO? Non solo l’anno 1968, ma una più ampia stagione (tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta del Novecento nelle università, nelle scuole, nelle fabbriche e nelle piazze.
–> DOVE? Un primo segnale della rivoluzione giovanile venne dagli Stati Uniti: infatti scoppiarono rivolte nei campus universitari americani in difesa dei diritti civili, contro le discriminazioni razziali che colpivano gli afroamericani e contro la guerra in Vietnam, giudicata imperialistica.

–> OBIETTIVI: una concezione meno autoritaria e più aperta della scuola. Maggiore
partecipazione politica di due componenti sociali, i giovani e le donne, fino ad allora tendenzialmente marginalizzate. Nuova sensibilità per i temi della pace e dei diritti civili.

–> CARATTERISTICHE: ribellione delle giovani generazioni, attratte dall’ideale di rivoluzionare la società e la politica. Quelle rivolte esercitarono una profonda influenza sui processi di trasformazione dei comportamenti e della mentalità e di creazione di nuove forme di mobilitazione. Fu presa di mira la società occidentale – il capitalismo – sia quella di tipo sovietico – il socialismo.


Tratti comuni di tutti i movimenti europei del Sessantotto furono:
-la polemica contro l’imperialismo (con gli Stati Uniti come principale bersaglio)
-la critica rivolta ai partiti della sinistra e ai sindacati, accusati di essersi integrati nel sistema.
-le ‘bandiere’ dei diversi gruppi: dall’anarchismo all’ammirazione per la figura di Mao Zedong, dal femminismo al culto di Che Guevara.

IL 1968 NELLE SCUOLE:

Da ciò che si evince dai giornalini scolastici del 1968 del Liceo Classico e Scientifico, per far fronte e queste proteste violente i presidi approvarono di buon grado la creazione di organi degli studenti o assemblee generali, in cui i liceali potevano riunirsi per discutere pacificamente delle problematiche suscitate sia dai malfunzionamenti generali delle strutture scolastiche, come infiltrazioni d’acqua, finestre o termosifoni rotti, sia dalla sempre più presente voglia di riformare il sistema scolastico, a partire dai metodi di insegnamento fino agli stessi argomenti insegnati. Nel febbraio del 1970 il movimento studentesco di Ravenna invita tutti gli studenti a scioperare contro la repressione, che per loro non si manifestava solo attraverso la violenza della polizia, ma anche tramite il forte autoritarismo esercitato nelle scuole, di cui un chiaro esempio possono essere i severi provvedimenti presi dagli insegnanti del Liceo Scientifico in seguito agli scioperi degli alunni: ventisei sette in condotta per coloro che avevano aderito alle manifestazioni di protesta. Certo, non tutti gli studenti si univano a questo clima di protesta. In particolare, gli alunni del liceo classico dante Alighieri di Ravenna non hanno mai aderito alle fasi iniziali della protesta, che era maggiormente volta all’abolizione di una istruzione elitaria, i cui elevati costi impedivano molte volte ai figli delle classi meno abbienti di proseguire con gli studi al di là della licenza media, ora resa obbligatoria per tutti, risultando in ragazzi quattordicenne che, nell’impossibilità di continuare a studiare erano costretti ad andare a lavorare. Essendo questo uno dei principali scopi dei moti, la situazione non toccava più di tanto gli studenti del liceo classico, che erano principalmente figli di gente ricca e che quindi lasciavano agli studenti delle altre scuole (liceo scientifico, ITIS, istituti professionali) la voglia di rivoluzionare il sistema scolastico.

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PERSONAGGI CHIAVE ’68:

CHE GUEVARA: Protagonista della rivoluzione cubana nel 1959, ha teorizzato la necessità del ricorso alla lotta armata per la liberazione dei popoli oppressi dell’America Latina e dell’Africa. Abilissimo guerrigliero, egli stesso si definiva combattente per la libertà.

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“Siamo in un momento di bassa del nostro morale e della nostra leggenda
rivoluzionaria”.

MALCOLM X: avvocato nero allevato da una coppia di bianchi che gli avevano imposto il cognome “Little” e che preferì cancellarlo con una X una volta divenuto adulto. Era propenso ad un’alleanza tra tutti i popoli neri e lottava per la superiorità razziale del suo popolo. Secondo lui la divisione razziale era inevitabile, ma accusava i bianchi, da lui reputati persone intelligenti, ma responsabili della condizione dei negri.

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„Nessuno può darti la libertà. Nessuno può darti l’uguaglianza o la giustizia o qualsiasi altra cosa. Se sei un uomo, te le prendi.“

MARTIN LUTHER KING e LE PANTERE NERE: In America questo movimento si unì alle battaglie dei neri per la conquista de più elementari diritti civili. Vi erano due principali posizioni: quella pacifista, guidata da Martin Luther King, un pastore battista apostolo della “non violenza”, che fin da giovane si dedicò alla lotta contro la discriminazione razziale, il suo celebre discorso, in cui auspicava l’uguaglianza tra i popoli scatenò un’ondata di proteste e di violenze, culminate nel suo assassinio nel 1968; e quello più intransigente del Black Panther Party, che chiedeva la formazione di un potere nero (Black Power), contrapposto a quello dei bianchi, era di orientamento Marxista e chiedeva inoltre libertà e occupazione, case e istruzione per tutti, la fine delle oppressioni anche verso le minoranze etniche.

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“Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti di fronte alle cose che contano.”  -Martin Luther King