Corporeno

Corporeno, piccola frazione del comune di Cento, si trova a poco più di 3 km dalla città.
L’etimologia del nome è facilmente spiegabile considerando le antiche trasformazioni idrografiche della zona.
Infatti, nel XIII secolo, il Reno cambiò la direzione del proprio corso, abbandonando l’alveo originario. Sul vecchio Reno ebbe così modo di svilupparsi una nuova comunità, raccolta attorno alla chiesa parrocchiale di San Giorgio.

Facciata della chiesa parrocchiale di San Giorgio

La fondazione della parrocchia risale alla prima metà del Trecento, tuttavia l’edificio attuale fu ricostruito nel corso del Settecento. L’architettura odierna consta di quattro cappelle per lato, completate da un ampio presbiterio.

Sull’altare maggiore si trova un dipinto con il santo titolare della chiesa, San Giorgio, raffigurato mentre affronta il leggendario drago. Tutte le fonti storiche locali concordavano nel riferire l’opera al pittore tardo manierista Benedetto Gennari Senior, tuttavia una più moderna interpretazione riconosce in questa tela lo stile nordico di Matteo Loves, collaboratore del Guercino.
Il secondo altare a sinistra ospita una Madonna col Bambino in terracotta dipinta. Attorno ad essa sono disposti i Misteri del Rosario su tela, eseguiti dal Guercino nel 1615.

I misteri del Rosario di Corporeno

I quindici riquadri del Guercino ricalcano lo schema tradizionale già sperimentato dai Carracci e dalla loro cerchia nella Cappella del Rosario della chiesa di San Domenico a Bologna. La scelta e la sequenza dei soggetti è esattamente la stessa.

In basso a sinistra la narrazione inizia con l’Annunciazione della Vergine, prosegue ripercorrendo episodi della vita di Cristo e della Vergine e si conclude in basso a destra con l’Incoronazione di Maria nel Regno dei Cieli.

A queste date il Guercino è già un artista indipendente; nei Misteri si possono riconoscere i caratteri del suo robusto e originale stile giovanile. I volumi e le anatomie sono trattati con disinvoltura nella Flagellazione.
Nell’Adorazione dei pastori e nell’Incoronazione di spine risaltano gli effetti luministici delle ambientazioni notturne.
La pennellata sciolta e dinamica è la stessa che il maestro adotta negli affreschi di Casa Provenzali a Cento ed è pensata per l’osservazione a distanza dell’opera.