Cristo morto

Matteo Loves
Colonia, ? – Bologna, ante 1647

1630-1640
Olio su tela, cm 35×153
Cento (FE), Pinacoteca Civica

Le cronache centesi del XVIII secolo sono concordi nell’attribuire questa intensa rappresentazione di Cristo alla mano del Guercino.
Tuttavia, una più moderna ed attenta analisi stilistica, ha permesso di restituirne la paternità a Matteo Loves. Osservando, infatti, il tratto nitido e preciso nella resa di elementi quali la barba, la capigliatura e le pieghe del panneggio, ci si rende conto di non essere di fronte a una creazione del maestro, ma a un’opera del suo talentuoso allievo fiammingo.

Loves dà vita a un’immagine di grande impatto emotivo. La luce nordica e fredda sottolinea ogni passaggio anatomico e conferisce un senso drammatico e definitivo alla raffigurazione della morte di Cristo.
Questo corpo abbandonato al sonno della morte ha colpito l’immaginazione di generazioni di fedeli che lo potevano anticamente ammirare nella chiesa di San Pietro, presso la cappella dedicata alla Madonna Addolorata.

In tempi recenti la tela è entrata a far parte della collezione della Pinacoteca Civica di Cento.
Il Cristo morto ha saputo ispirare anche artisti contemporanei, tra tutti il centese Dino Bonzagni che ne ha restituito una sua versione scultorea.

Cristo Morto, Dino Bonzagni, 1957-1958