Andare a memoria. La rete Paesaggi della Memoria e le sue buone pratiche

Andare a memoria. La rete Paesaggi della Memoria e le sue buone pratiche

Memoria e reti museali

Facciamo il punto sulla situazione nazionale ed internazionale delle reti di luoghi della memoria, insieme a Mirco Carrettieri (Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza Italiana).

Oltre ad ICOM, di certo la più strutturata delle reti, la realtà italiana è caratterizzata da una vasta serie di esperienze importanti: dai Musei Napoleonici (da sottolineare il successo del Museo Marengo ed il progetto Luoghi di Memoria di Napoleone), alle iniziative per il 150° anno della Repubblica, che hanno portato al restauro di alcuni importanti luoghi del Risorgimento italiano, alla mappatura dei musei e dei luoghi garibaldini.

Ma c’è molto di più: i Musei della Grande Guerra (da annoverare quello di Rovereto, ma sono 19 in tutto), le 60 istituzioni che contraddistinguono la rete dell’Istituto Parri, i 74_DSC3763 luoghi della memoria in Veneto. A sud, situazioni simili non mancano: di particolare interesse la rete dei sei musei siciliani sull’emigrazione.

La rete museale funziona piuttosto bene su scala regionale; già dal 2000 la legge sui sistemi museali ne legittimava l’istituzione.

Esistono poi reti transfrontaliere, è il caso di Open Museum, di Topografie della Memoria, Memoria delle Alpi, ed i Musei del mare Mediterraneo, con sede in Spagna.

La eterogeneità delle reti italiane, alcune informali, altre pubbliche, alcune di settore, altre più generiche, pone spunti per riflettere su alcune questioni aperte. Quale tipo di rete? Quale scopo? Quale taglio dare ed in base a quali obiettivi? E quali membri, una volta risolti i primi quesiti?

Spesso i vari obiettivi di promozione, tutela e condivisione si intrecciano, ricorda Carrettieri, proprio per la complessità del tema trattato. Un tema che molto dice sul rapporto tra il luogo e la comunità locale che li esprime. Qui, nel locale, sorgono i punti di forza ma anche qualche insidia. Infatti, molti dei luoghi che tramandano memoria non sono stati sufficientemente vagliati

logodal punto di visto storico e tramandano una visione locale, parziale, a volte banale, ricorda Paolo Pezzino. Inoltre, oggi più che mai, dipendono dai finanziamenti. O meglio, dalla loro assenza.

Su questo campo, nel 2014 nasce la rete I Paesaggi della Memoria, contestualizzata oggi da Guido Vaglio. 15 luoghi della memoria in dialogo tra loro, non solo per promuovere politiche della memoria in Italia, ma per porsi come interlocutori nel vasto panorama internazionale. Una istituzione che nasce abbracciando la visione espressa dalla Convenzione di Faro, del patrimonio culturale come unitario ed indiviso, e della tutela del paesaggio, un museo diffuso muto, ma che può concretizzarsi in episodi di storia ancora protagonisti nel tessuto cittadino.

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Jessica Andreucci

Jessica Andreucci nasce a Rimini nel 1984. È laureata in lingue e letterature straniere con una specialistica in cooperazione internazionale e tutela dei diritti umani nel Mediterraneo ed Eurasia. Ha vissuto in Turchia, in Irlanda e ha viaggiato più volte tra Spagna e Medio Oriente. In Irlanda si è occupata di fundraising per una grande ONG. Da diversi anni, entra ed esce dalle municipalità dell’Emilia-Romagna, a supporto all’europrogettazione, le relazioni internazionali e l’organizzazione di eventi. Al momento collabora alla messa a punto del Festival Forlì città del ‘900, per il Comune di Forlì ed per l’Associazione ATRIUM. Ha lavorato diversi anni con un’etichetta discografica indipendente per la quale ha organizzato un festival a Berlino e diversi in Italia. Per anni si è occupata di logistica ed accoglienza degli artisti in diversi festival. Tra le realtà da citare il SI FEST di Savignano sul Rubicone ed il Vegan Fest di Cesena. Dopo un’esperienza formativa nel settore Turismo e Cultura del Comune di Ravenna, ha iniziato a fare promozione turistica e social media marketing come freelance per strutture ricettive del Riminese. E’ ora iscritta al Master in Promozione Turistica e Gestione degli Eventi Culturali, presso l’Università di Bologna. Nel periodo universitario ha scritto e recensito per diverse fanzine e riviste musicali online. Continua a scrivere e a tradurre. Tra gli ultimi progetti, la ristrutturazione del sito di una importante fondazione riminese con 15 scuole all’attivo. Insieme alla musica, la didattica resta la passione per cui trova sempre tempo: da sei anni è impegnata nell’organizzazione di corsi di lingua inglese ed italiano per comuni ed associazioni.

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