Registrar: una nuova e interessante professione museale

Registrar: una nuova e interessante professione museale

Innanzitutto, chi si può definire “registrar”?
Ecco la definizione ICOM nella Carta nazionale delle professioni museali:

“Il registrar assicura dal punto di vista organizzativo la movimentazione delle opere, la relativa documentazione e le procedure che la regolano, soprattutto in connessione ai prestiti. In particolare redige, documenta e organizza gli atti relativi all’acquisizione, al prestito, all’assicurazione, alla spedizione e alla sicurezza delle opere, segue l’iter inerente al trasferimento delle stesse all’esterno e all’interno del museo, è responsabile delle procedure di prestito in entrata, nel caso di mostre organizzate dal museo collabora con il responsabile della sicurezza e della conservazione nello svolgimento dei propri compiti.”

Negli Stati Uniti questa figura professionale è attiva dagli anni Cinquanta. I professionisti americani sono riuniti nel Registrar’s Committee dal 1978. Il Registrar’s Committee è un comitato professionale riconosciuto dall’AAM (American Associations of Museums).
In Gran Bretagna la figura del registrar nasce negli anni Settanta. Nel 1979 viene fondato lo UK Registrar’s Group, che conta attualmente circa trecento membri.
Da qualche anno la figura del registrar esiste anche nei maggiori musei europei, soprattutto in Francia e Germania. In Italia questa figura professionale è appena nata, e come per molti altri aspetti il Museo Egizio si è dimostrato all’avanguardia dotandosi di dipendenti che possano svolgere queste mansioni.

registrar opere imballate
Foto dalla galleria Facebook del Museo Egizio

La figura del registrar è simile a quella del curatore. Le due professioni però si differenziano sotto alcuni aspetti: il curatore si occupa dell’organizzazione e dell’esposizione artistica, mentre il registrar cura principalmente gli aspetti logistici dei prestiti delle opere, risultando una figura di contatto tra i curatori scientifici e gli operatori logistici. Come il registrar anche il curatore necessita di una preparazione teorica e pratica, ma svolge prevalentemente attività di ufficio. Il registar invece deve avere precise conoscenze linguistiche e relazionali per seguire la movimentazione delle opere, redigere i contratti e verificare le condizioni assicurative.
Il registrar quindi è colui che segue le opere museali in deposito o in esposizione quando queste vanno in prestito, e successivamente le gestisce in ambito museale ed espositivo, coordinando tutte le fasi e le procedure tecniche di prestiti ed eventi e occupandosi della conservazione e della sicurezza delle opere stesse.
Il registrar lavora prevalentemente con musei, spazi espositivi, atelier d’artista, gallerie, istituzioni culturali.
Quali sono le caratteristiche del “Registrar perfetto”?
– Conoscere le caratteristiche materiali e strutturali delle opere che tratta
– Collaborare con la direzione del museo, le mostre, i conservatori, i restauratori e le imprese di trasferimenti e allestimenti
– Occuparsi della logistica dei cantieri
– Pianificare la spedizione, la consegna, il monitoraggio delle opere in prestito
– Evitare la dispersione delle opere d’arte
Concludendo, perché diventare registrar?
– è una professione dinamica e pratica
– Si viaggia spesso
– Si possono avere contatti con i musei e le mostre di tutto il mondo
– Si possono vedere e apprezzare le opere da vicino

registrar opere imballate1
Foto dalla galleria Facebook del Museo Egizio

Come si diventa registrar?
In Italia non esistono ancora veri e propri corsi di laurea per diventare registar. Esistono però facoltà che dedicano corsi universitari, master post laurea e corsi di formazione professionale alla movimentazione delle opere.
Non essendoci un riconoscimento ufficiale della professione a livello ministeriale, si deve fare affidamento ai requisiti per l’accesso all’incarico presenti nella Carta Nazionale delle Professioni Museali di ICOM 2008. Per diventare registrar sono richiesti studi in ambito museale, esperienze pregresse, conoscenza almeno di una seconda lingua. In alternativa è richiesta un’esperienza professionale almeno quinquennale in musei o gallerie d’arte.

Non essendoci attualmente in Italia requisiti specifici per diventare registrar, molte delle funzioni relative alla movimentazione delle opere sono ancora affidate al direttore o al curatore del museo. Nel decreto del 10 maggio 2001 sull’Organizzazione e il Funzionamento dei Musei Statali tuttavia si auspicava un incentivo alla professione del registrar per facilitare gli scambi con i musei esteri, abituati a riferire ad un’unica persona per scambi e prestiti.
Il registrar ha un ruolo importantissimo, quello di controllare la tenuta della cosiddetta catena procedurale, evitando che ci siano anelli deboli come rischi per la sicurezza, la tutela e la conservazione delle opere. Il lavoro del registrar non richiede quindi soltanto specifiche competenze, ma anche capacità di affrontare gli imprevisti e spirito di collaborazione.

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Martina Fabbri

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