Elena Lucrezia Corner Piscopia: la prima donna laureata della storia

Elena Lucrezia Corner Piscopia: la prima donna laureata della storia

25 giugno 1678: l’Università di Padova concesse la laurea a una giovane donna. Era la prima volta.

Dopo quasi quattro secoli di oblio, Elena Lucrezia Corner Piscopia è entrata a far parte nel 2016 del Pantheon dei geni veneti del progetto Pax Tibi.

Il progetto, studiato in Veneto per i 150 anni dalla nascita dell’Italia, è stato ideato per raccontare la storia della regione attraverso i suoi personaggi più illustri raffigurati con dei murales realizzati da artisti internazionali.

Ma chi era veramente Elena?

Nata a Venezia nel 1646, come già ricordato Elena Lucrezia Corner Piscopia fu una pioniera del diritto delle donne all’istruzione accademica, ed è riconosciuta a livello internazionale come la prima donna laureata al mondo.

elena lucrezia corner frameblog
Elena Corner. Dal sito del Corriere dell’Università

Elena era la figlia naturale del nobile Giovanni Battista Cornaro, che rivestiva la carica più importante a Venezia dopo quella del doge, e di una popolana. A diciotto anni fu iscritta all’albo dei nobili grazie al padre che sborsò 100.000 ducati per elevare a patrizi lei e i suoi sei fratelli.

Sin da piccola Elena dimostrò una maturità intellettuale non comune: a sette anni fu affidata a un tutore di greco e latino, arrivando poi a studiare l’ebraico, l’aramaico, lo spagnolo, il francese, l’arabo e l’inglese. Al successo con l’apprendimento delle lingue la giovane affiancò non solo straordinarie abilità retoriche e logiche, ma anche lo studio della matematica, dell’astronomia, della musica, della filosofia e della teologia.

Proprio la teologia fu il grande amore della nobildonna, tanto da essere l’insegnamento su cui si sarebbe dovuta laureare. L’università di Padova, pur avendo già stilato il verbale, fu bloccata da un intervento del vescovo della città, che riteneva intollerabile che una donna si laureasse, e soprattutto che lo facesse in una materia come la teologia, il cui insegnamento era storicamente riservato agli uomini.

Dopo una lunga e aspra vertenza si arrivò a un compromesso: Elena riuscì a laurearsi in filosofia.

Solo alcuni dei contemporanei si accorsero che stava accadendo un fatto epocale.

La prima laureata del mondo successivamente divenne una celebrità e fu accolta nelle più importanti accademie dell’epoca e fu oggetto di visite da parte di dotti provenienti da tutta Europa.

Dopo la laurea Elena si trasferì in pianta stabile a Padova, andando ad abitare nel palazzo di famiglia, vicino alla Basilica di Sant’Antonio.

La sua costituzione debole, costantemente messa alla prova dallo studio e dalle macerazioni ascetiche, la portò alla morte il 26 luglio 1684, all’età di trentotto anni. La nobildonna fu subito dimenticata, e la sua tomba dispersa.

Considerata a lungo un fenomeno da esibire, specie dai familiari, Elena visse in una solitudine circondata dallo stupore che ci fossero doti così eccezionali all’interno del corpo di una donna. Per la Piscopia la laurea non fu però uno strumento di affermazione della sua dignità in quanto donna, né un riconoscimento nella competizione intellettuale con gli uomini. La sua laurea non fu che uno spiraglio chiuso immediatamente, tanto che per avere una seconda donna laureata l’Italia dovette aspettare il 1732.

L’inaugurazione del murales a lei dedicato, intitolato “L’Esempio”, è stata la consacrazione di una studiosa dimenticata da troppi anni, di cui la maggior parte degli italiani ignora il primato.

Elena Lucrezia Corner_Zed1_Frameblog
Il murales “L’Esempio”. Dal sito del progetto Pax Tibi.

Il toscano Zed1 ha ritratto Elena Lucrezia in mezzo ai libri, intenta a leggere. L’opera di street art si trova nel quartiere di Altobello a Mestre, e non solo ha un’altissima valenza culturale e un importantissimo valore per le pari opportunità, ma contribuisce anche ad un processo di riqualificazione e valorizzazione della zona.

elena lucrezia corner_Zed1_Frameblog
Zed1 al lavoro sul murales “L’Esempio”. Dal sito Pax Tibi
Condividi
  •  
  •  

Martina Fabbri

Related Posts

Donne straordinarie

Donne straordinarie

Utilizzo della strumentazione professionale: i ragazzi in campo

Utilizzo della strumentazione professionale: i ragazzi in campo

Un progetto di alternanza scuola-lavoro fuori dal comune

Un progetto di alternanza scuola-lavoro fuori dal comune

L’insegnamento della Public History nelle Università italiane

L’insegnamento della Public History nelle Università italiane

No Comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Tags

Archives

Frame Blog raccoglie e promuove interventi, notizie, teorie, eventi e buone pratiche nell’ambito della comunicazione del Patrimonio Culturale.

Archivio

Tags