Agire per la tutela e l’utilizzo corretto dell’inestimabile patrimonio culturale italiano

Agire per la tutela e l’utilizzo corretto dell’inestimabile patrimonio culturale italiano

L’8 ottobre nella prima delle giornate del patrimonio culturale a Ravenna il dibattito sulle differenti declinazioni del patrimonio culturale si svolge al Moog Slow Bar, un locale con un gradevole cortiletto interno perfetto per passare una serata tranquilla tra amici e ascoltare buona musica. Considerata la particolarità della location l’incontro è impostato sotto forma di ‘chiacchierata’ e si percepisce fin da subito un’atmosfera calda e accogliente. Il pubblico viene accolto dai relatori in modo informale, la conversazione inizia alle 20 accompagnata da un gustoso aperitivo a base di Sangiovese.

I quattro relatori Roberto Balzani, Alfonso Maurizio Iacono, Angelo Mario Neve e Silvia Vida si sono confrontati interagendo fin da subito con il pubblico, coinvolto nella discussione e spinto a una partecipazione attiva.

La riflessione verte al fatto che la cultura, l’identità, la storia del nostro territorio sono un patrimonio culturale complesso, fatto di preziose opere che s’intrecciano con paesaggi straordinari e con più nascoste ma sorprendenti espressioni della civiltà. Un esempio particolare di bene comune sono i parchi (in particolare ne viene citato uno molto esteso come il Parco di San Rossore in Toscana); a questo riguardo si può registrare un cambiamento avvenuto dagli anni 70, in cui vi era una forte sensibilità ambientalista rispetto ad oggi in cui il bene comune sembra paradossalmente  poco sentito in Italia; il ‘parco’ spesso è percepito come possibile fonte di guadagni, Iacono mette in luce l’ambiguità semantica tra parco e parking.

Il neoliberismo come modello dominante è definito da Vida come “nemico”, mentre il bene comune riguarda tutto ciò che non può essere ridotto a proprietà privata.

La studiosa insiste sul concetto di patrimonio culturale come bene comune di cui tutti siamo proprietari. Inoltre riflette sulla possibilità di rendere gratuiti e accessibili a tutti i musei e le mostre, preme su un punto importante: in Italia i beni culturali sono una risorsa che si deve imparare a considerare primaria, intorno alla quale ricostruire e valorizzare competenze e ‘vision’ di lungo periodo, invece  di essere sfruttati politicamente e soggetti a forme di fiscalità non è equa.  

Balzani interviene a proposito del fatto che nel sistema italiano sia lo stato a decidere cosa sia di interesse comune o meno. Riflette inoltre sul paradosso in cui ci troviamo: mentre aumentano sempre di più le domande di aprire strutture museali, si assiste allo stesso tempo a un progressivo un definanziamento delle opere pubbliche e ad una complessiva crisi di crescita dei sistemi museali dato che sono generalmente legati a risorse pubbliche

Balzani ricorda la convenzione di Faro  la quale “riconosce che l’eredità culturale rientra tra i diritti dell’individuo a partecipare alla vita culturale e ne rimarca il valore e il potenziale quale risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita, incoraggiando processi di valorizzazione partecipativi” evidenziando la gravità del fatto che l’Italia non l’ha ratificata.

La crisi di crescita si sta affrontando patrimonializzando le imprese, che assorbono le risorse pubbliche e utilizzano il patrimonio culturale per trarne profitto personale.

La conferenza volge al termine con scambi di opinioni tra il pubblico e i relatori: agire per la tutela e l’utilizzo corretto dell’inestimabile patrimonio di beni culturali italiani, restituire ai cittadini un equilibrato rapporto con l’arte e l’ambiente, costruire il futuro per le giovani generazioni e tutelare un patrimonio prezioso. Queste le sfide del prossimo futuro. Viene sottolineata la grande importanza di proseguire l’attività di educazione ambientale e artistica.

Il coinvolgimento degli studiosi insieme a quella di tutti i presenti, l’intensità, la passione di tutti era chiaramente percepibile in questa serata al Moog Slow Bar in cui, per una volta, i beni culturali sono stati protagonisti.

 

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Tatiana Angeletti

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