GLI OGGETTI DELLA MODA COME BENI CULTURALI

GLI OGGETTI DELLA MODA COME BENI CULTURALI

Nell’ambito delle Giornate del Patrimonio  Maria Giuseppina Muzzarelli ed Elisa Tosi Brandi dell’ Università di Bologna hanno introdotto il tema delle implicazioni che un oggetto della moda del passato può avere nella contemporaneità. Al centro della conversazione il ruolo e i valori assunti dal farsetto maschile e dal corpetto femminile dalla società medievale fino ad oggi. L’intento dell’incontro era quello di diffondere la conoscenza di un oggetto di uso comune, saturo di storia e che ha tutte le caratteristiche per essere considerato un bene culturale. Inoltre nozioni storiche e consapevolezza sulle origini e lo sviluppo di certi oggetti sono utili per lo sviluppo di uno spirito critico.

Maria Giuseppina Muzzarelli aggiunge: “in un tempo in cui si celebra solo la leggerezza, noi vorremmo celebrare la pesantezza della conoscenza”. La scelta del farsetto è quindi legata alla volontà di riportare l’attenzione a un capo che ha in se una storia incredibilmente lunga.

Il Farsetto tra ieri e oggi
Conferenza sulla storia e sui significati del farsetto dal medioevo ad oggi

Il farsetto è un antico giubbetto maschile imbottito d’ovatta, indossato in origine al di sotto dell’armatura come protezione e successivamente diventato di moda nella società del 500. Il farsetto, dunque, non ha solamente reso ben riconoscibile la moda maschile da quella femminile, ma segna soprattutto un punto di rottura con la moda del mondo antico. E’ il simbolo della modernità che ha consentito di datare la nascita del fenomeno della moda. Gli oggetti della moda sono da sempre al centro di molti interessi: politici, sociali, governativi; vi è dunque un intreccio di fonti che ci permette di definire il XIV secolo come l’avvio di un percorso storico che arriva fino ad oggi. Tenendo spunto dei reperti archeologici e delle testimonianze iconografiche, scritte e materiali, si è potuto analizzare dettagliatamente il farsetto di Sigismondo Pandolfo Malatesta, ricostruendone la lunga vicenda storica.

Se dunque il farsetto maschile è stato uno degli elementi che ha sostanziato il modo di vestire maschile tra il settecento e l’ottocento, il corpetto femminile possiede una storia diversa, quasi di sottomissione. Questo elemento rientra nella tematica del sacrificio corporeo, diventando una sorta di attributo femminile. Si tratta dunque di due oggetti che nascono dalla medesima matrice ma che possiedono storie completamente diverse.

Elisa Tosi Brandi prosegue illustrando il lavoro prodotto con gli studenti del corso di Culture e Tecniche della moda di Rimini. Uno degli obiettivi del corso è quello di ricostruire la storia di un oggetto, tramite le diverse fonti che permettono di ipotizzare la struttura originaria e successivamente di riprodurla.

Liberare gli oggetti della moda dal punto di vista culturale per metterli in condizione di restituire tutto ciò che nel tempo hanno assorbito, diventa quindi l’obiettivo finale per il raggiungimento di un’approfondita conoscenza personale. D’altro canto avere nozioni e consapevolezza su come sono nati certi oggetti è fondamentale per la formazione di uno spirito critico.

 

Condividi
  •  
  •  

Martina Angelo

Related Posts

STORIA, SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

STORIA, SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

fallback-image

Tecnologia e patrimonio manoscritto

fallback-image

Un amico fedele all’uomo: il lupo.

Rochemp: cooperazione, sviluppo e valorizzazione del patrimonio armeno

Rochemp: cooperazione, sviluppo e valorizzazione del patrimonio armeno

No Comment

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Tags

Archives

Frame Blog raccoglie e promuove interventi, notizie, teorie, eventi e buone pratiche nell’ambito della comunicazione del Patrimonio Culturale.

Archivio

Tags