Tiziana Maffei e Daniela Tisi

PROSPETTIVE E MISSIONI: L’ESEMPIO DELLA RETE MUSEALE DEI SIBILLINI

Il giorno 11 ottobre alle ore 16.00 presso il Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna , in conclusione delle Giornate sul Patrimonio , si è tenuta una conferenza sulle prospettive lavorative nell ‘ambito dei sistemi museali. Coordinano l’incontro Tiziana Maffei , presidente dell ‘ICOM Italia e docente di museologia e museografia dell’ Università di Bologna e Daniela Tisi , ex direttrice della Rete museale dei Sibillini.

Presenta Daniela Tisi che illustra la proposta fatta ai sindaci di Montefortino, di Montefalcone Appenino e di Smerillo per la realizzazione di una Rete museale della regione Marche. L’obiettivo era quello di ottenere a livello regionale il riconoscimento dei piccoli musei con dei servizi comuni. La figura di un unico direttore avrebbe a sua volta garantito la qualità e i requisiti minimi dei musei. I sindaci accolsero la proposta di rete e grazie a una convenzione associativa nacque la Rete museale dei Sibilini, con l’associazione iniziale di tre comuni della provincia di Fermo a cui successivamente se ne aggregarono altri.

Grazie allo strumento della convenzione associativa, aggiunge Tiziana Maffei, si è potuta creare una forma di collaborazione tra il servizio esternalizzato e i servizi amministrativi interni. Risultato di questo scambio sono i rapporti tra la regione, la direzione e le soprintendenze i quali collaborano al fine della gestione, della formazione dei lavoratori e delle attività didattiche.

Grazie ai finanziamenti la Rete museale dei Sibillini è stata fornita di un logo e di un proprio sito internet. Ad oggi, i piccoli comuni delle Marche si presentano non più come singoli musei ma all’ interno di un unico circuito territoriale che coinvolge gli stessi visitatori.

 

Conferenza sulle reti museali
Conferenza sulle prospettive lavorative nel campo dei beni culturali

Tiziana Maffei intende precisare le rilevanti operazioni che attualmente si stanno attivando nella regione Marche. Si tratta di operazioni che vanno oltre alla fruizione ma riguardano anche le missioni del museo in termini di conservazione, di attività integrativa, di progettazione ai fini della programmazione. Il caso della Rete museale dei Sibillini è dunque esemplare per aver dotato il territorio di una propria  identità culturale.

ln conclusione la grande sfida è stata quella da parte del Ministero di aver spostato lo sguardo dai “grandi attrattori” museali alle piccole realtà territoriali. Questo ha comportato maggiore consapevolezza culturale sia per i cittadini che per i turisti. La valorizzazione dei luoghi pochi conosciuti è dunque il punto di partenza per seminare un terreno fertile aperto alle future realtà museali italiane che intendono svilupparsi sull’esempio delle buone pratiche della  Rete museale dei Sibillini.

 

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