conferenza migrazioni umane

Migrazioni umane passate, presenti e future. Come si è diffuso l’uomo?

Nella giornata del 10 ottobre a Palazzo Corradini a Ravenna in occasione delle Giornate del Patrimonio si è tenuta la conferenza sulle migrazioni umane tema trattato dal punto di vista storico, antropologico e genetico.

I protagonisti della tavola rotonda sono il genetista Prof. Guido Barbujani, il paleontologo Prof. Giorgio Manzi, la ricercatrice in storia e dottrine politiche la dottoressa Annalisa Furia e in qualità di moderatore  il filosofo e divulgatore scientifico Francesco Cavalli-Sforza.

In apertura alle discussioni Cavalli-Sforza introduce l’argomento delle migrazioni umane e propone tre quesiti sui quali si sviluppa l’incontro.

Com’è avvenuto il popolamento del mondo?

Il primo a rispondere al quesito è il paleontologo Manzi affermando che la migrazione è un fenomeno ricorrente in tutte le specie non solo l’uomo.

I primi spostamenti risalgono a milioni di anni fa, con l’evoluzione i nostri antenati diventano prima bipedi e successivamente iniziano a produrre nuovi manufatti e a cibarsi di animali. Con il cambiamento di ruolo da erbivori a carnivori i nostri antenati hanno successo riproduttivo e demografico, di conseguenza per poter sopravvivere iniziano a muoversi verso nuove terre.

Per quanto riguarda una delle ultime migrazioni che hanno popolato l’Europa, il genetista Barbujani afferma che gli esami di alcuni campioni di DNA rinvenuti in alcuni scavi dimostrano l’esistenza di uno spostamento umano dall’Africa verso i territori europei.

Gli studi sul DNA, aggiunge Barbujani, dimostrano come gli uomini possiedono delle caratteristiche genetiche comuni dovute alla mescolanza dei geni e frutto degli spostamenti migratori, questo fa sì che non si parli più di razze umane.

Le classificazioni razziali umane sono così smentite, perché questi gruppi non corrispondono ad entità biologiche definite ma corrispondono ad entità che si sono combinate nel tempo.

Com’è avvenuto il popolamento dell’Europa?

Il professor Barbujani interviene per primo in risposta al secondo quesito descrivendo i tre stadi di popolamento europeo. Il primo dei cacciatori-raccoglitori che dall’Africa popolano le terre del Mediterraneo intorno a cinquantamila anni fa, il secondo intorno a diecimila anni fa con l’arrivo degli agricoltori nel sud Europa che dimezzano le prime popolazioni di cacciatori-raccoglitori, infine nella terza fase si registra un arrivo di nuove popolazioni dal nord Europa.

In base a gli studi del DNA si è inoltre scoperto che i nostri antenati provenienti dall’Africa avevano tutti la pelle scura e gli occhi chiari. L’arrivo in Europa si è prodotto il cambiamento: la pelle diventa chiara per potersi adattare al nuovo clima.

Nell’ambito delle migrazioni moderne Cavalli-Sforza interpella la dottoressa Furia che precisa come la migrazione sia un fenomeno storico-politico che si ripropone nella storia.

Attualmente la gestione della migrazione è piuttosto difficile per uno Stato. Secondo la dottoressa Furia è un fenomeno che va gestito in maniera nuova, innovativa, diversa dalla progettualità politica odierna.

Oggi il modo in cui lo Stato reagisce alla migrazione è con la sicurezza, infatti questo per funzionare ha bisogno di un certo ordine politico solido e determinato.

Lo straniero non rientra in questi canoni, fa parte dell’indeterminato, è visto come una sorta di minaccia che deve essere espulsa per il mantenimento dell’equilibrio.

La dottoressa Furia espone anche dei dati significativi per comprendere la percezione distorta degli italiani sull’immigrazione, questi credono che la percentuale delle persone provenienti da paesi in via di sviluppo in Italia sia del 25%, in realtà ammonta solamente al 6,7%.

Com’è avvenuto il popolamento dell’Italia?

In risposta al terzo quesito il prof. Manzi crede che dopo le prime diffusioni umane è necessario ricordare una prolungata glaciazione che settecentomila anni fa ha colpito l’Europa, compresa l’Italia, che produsse l’azzeramento della popolazione e il successivo arrivo di una nuova specie umana forse sempre originaria dell’Africa.

La successione di ere glaciali e di ripopolamenti si ripete più volte nella storia e ha come conseguenza la maggior caratterizzazione ed evoluzione umana.

Da punto di vista genetico per Barbujani è complicato rintracciare le differenze genetiche in Italia, perché l’ambito geografico a cui si riferisce la ricerca è troppo ristretto e si ottengono delle differenze talmente piccole che sono difficili da attribuire a qualche origine specifica.

In conclusione dell’incontro la dottoressa Furia viene interpellata sulla previsione dei futuri flussi migratori in Italia e su come gestirli.

La migrazione presente in Italia dagli anni 70 è un fenomeno complesso, dinamico, significa libertà di movimento verso un futuro migliore. Spesso a questi eventi le persone rispondono con sentimenti di paura o pietà verso gli immigrati, secondo la dottoressa sono atteggiamenti sbagliati perché allontanano dalla realtà.

L’importate per gestire le migrazioni è coltivare le emozioni. Lo Stato deve riappropriarsi delle emozioni e usarle nella sua politica per avvicinarsi a gli immigranti.

Con questi propositi e con la partecipazione di pubblico numeroso che incuriosito ha posto diverse domande sugli argomenti si conclude positivamente la tavola rotonda della giornata.

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