L’ intervento di Simone Zambruno nella conferenza del 26/09/2018

Simone Zambruno ,nella conferenza del 26 Settembre 2018, inizia il suo discorso dividendo il progetto della ricostruzione digitale dello studiolo di Gubbio in tre fasi: la prima riguarda i rilievi fatti sul palazzo ducale che hanno permesso al gruppo di ottenere un modello tridimensionale dello studiolo fatto con tecnologie laser-scanner. La seconda premessa alla realizzazione del tour virtuale è stata condotta da Federico Taverni e Marco Orlandi i quali hanno fotografato ad alta risoluzione le tarsie originali dello studiolo al Metropolitan Museum of Modern Art. La terza fase invece ha coinvolto l’intero gruppo nella creazione di una mappa degli hotspot sottolineando così la varietà di oggetti musicali e scientifici intarsiati nello studiolo, sottolineando inoltre la multidisciplinarietà del progetto.

Difatti lo stesso Zambruno specifica che in questo progetto ha lavorato come informatico ma la sua formazione è prettamente umanistica. Il suo ruolo è stato quello di tradurre ricerche di storici dell’ arte, biologi, psicologi in una forma che potesse essere comprensibile a tutti. Mostrando al pubblico un’ immagine bidimensionale spiega come questa riesca ad abbracciare tutto lo spazio attorno da un unico punto di osservazione.

Su questa poi andranno collocate le icone che si vorranno spiegare al pubblico. Ad ognuna di queste corrisponde una piccola scheda contenente brevi video, slide-show e anche possibili sonorizzazioni di alcuni strumenti rappresentati sulle iconografie.

Perché è stato scelto proprio il tour virtuale? Non è difficile capire che questo tipo di strumento è di facile fruizione, altamente intuitivo e quindi lontano da un abbandono precoce dello strumento.

Come sarà? Sarà simile a una semisfera in vetro chiamata sound-on, una campana che direziona il suono e consente di immergersi ancora di più nella visita virtuale. Oltre al tour virtuale egli tende a precisare che ci sarà anche un sito web contenente una mappa interattiva con sezioni riguardanti lo studiolo e la Biblioteca di Federico da Montefeltro. Inoltre vi è anche un blog, strumento di accompagnamento che veicola nuovi flussi di turismo.

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