Rochemp

Rochemp: cooperazione, sviluppo e valorizzazione del patrimonio armeno

Il 7 novembre nella sala conferenze del Dipartimento di Beni Culturali di Ravenna in occasione delle Giornate Ravennati si è tenuto un incontro su Rochemp, un progetto di cooperazione internazionale tra Italia e Armenia a cui collabora il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna.

Il progetto ha ricevuto un importante riconoscimento il 31 luglio 2018 con l’inaugurazione del Centro regionale per la conservazione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale a Yerevan, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e del Presidente della Repubblica d’Armenia, Armen Sarkissian.

L’iniziativa nasce come un progetto di capacity building, cioè come cooperazione allo sviluppo internazionale mirato a trasferire delle competenze nell’ambito dei beni culturali in Armenia.

Il progetto si divide in due parti: la prima fase svolta dai docenti dell’Università di Bologna in Armenia e la seconda con la formazione del personale armeno in Italia.

L’iniziativa di collaborazione, spiega l’architetto Rita Gonelli, nasce da una richiesta d’aiuto da parte dell’Armenia nella realizzazione di un progetto sul patrimonio culturale; Ai lavori inizialmente partecipa il Politecnico di Milano in collaborazione con le autorità locali, perché sono quest’ultime a conoscere le necessità del proprio territorio.

Inizialmente le richieste erano rivolte verso la formazione di personale, con il proseguimento dei lavori le autorità locali riscontrano la necessità di fondare un’Istituzione che sia di riferimento per tutta l’area.

Il centro è un esempio di cooperazione perché con la sua fondazione vi sono tutti i presupposti per creare attività economiche e di sviluppo.

L’incontro è stato anche un ottimo luogo per introdurre il pubblico alla conoscenza del patrimonio armeno; In particolare la professoressa Anna Sirinian, docente di armenistica dell’Università di Bologna, descrive l’efficacia della diffusione della cultura e il mantenimento della lingua grazie all’invenzione dell’alfabeto armeno ad opera di Mesrop Mashtots nel 405.

La scrittura armena si diffonde grazie ai numerosi libri manoscritti di bellissima fattura prodotti nei monasteri e scriptoria sparsi  nel territorio.

L’Armenia si caratterizza per la presenza di numerose croci in pietra aventi valore simbolico, chiamate Khatchkar, e di chiese in pietra cupolate; Questi sono solo alcuni esempi del vasto patrimonio armeno.

cultura armena

Il progetto Rochemp si inserisce e vuole rendere a pieno le ricchezze del patrimonio culturale armeno.

Nel suo intervento la professoressa Vandini, docente dell’Università di Bologna, descrive gli obiettivi e le azioni previste dal progetto:

La creazione del Centro a Yerevan prevede non solo la formazione di un direttore e di un tecnico nell’ambito del restauro architettonico, ma vuole preparare esperti dei vari dipartimenti.

Inoltre, si prevede la preparazione del personale che si occupi del mantenimento della comunicazione, in modo da rendere fruibili le attività del Centro.

Con questi obiettivi il progetto prevede non solo la formazione e la gestione del patrimonio armeno, ma vuole essere un esempio di riferimento per altri progetti di cooperazione.

Sul progetto interviene anche il prof. Paolo Onibene, docente di filologia ed esperto di Caucasologia dell’Università di Bologna, descrivendo la particolare situazione politica dell’Armenia e i difficili rapporti con gli Stati vicini.

Per il professore esistono poche soluzioni per risolvere la situazione, ma crede che il progetto Rochemp possa svolgere un ruolo importante, perché la cultura si è dimostrata essere la più potente arma per il dialogo tra paesi.

In Armenia non si opera solamente con il progetto Rochemp; Michele Nucciotti professore di archeologia medievale dell’Università di Firenze, partecipa a un progetto di spedizione archeologica con l’Università di Yerevan nella regione del Vayots Dzor.

Le sue ricerche nella regione interessano lo studio dei territori toccati dal commercio praticato lungo la via della seta.

In particolare, in Armenia si conservano siti e resti di strutture di proprietà di signori locali dette caravanserragli; Utilizzate come luogo di sosta lungo i percorsi dei mercanti, erano dei centri per il controllo territoriale.

Nucciotti

La ricerca prevede un lavoro interdisciplinare con l’obiettivo di ricostruire la via del commercio nella regione; Nucciotti conclude con l’auspicio di poter continuare gli studi, la cooperazione e la preparazione dei siti alla fruizione turistica a beneficio della comunità armena.

Nel progetto Rochemp viene dato spazio anche alla comunicazione digitale del patrimonio culturale armeno.

In questo ambito interviene Simone Zambruno descrivendo le tecnologie informatiche e le attività svolte insieme ad altri professori, dottorandi e studenti del Dipartimento di Beni Culturali nel Frame LAB, il laboratorio fotografico e multimediale del Dipartimento.

L’utilizzo delle tecnologie informatiche applicate ai beni culturali hanno come obiettivo la didattica, la ricerca e la disseminazione, ultimo aspetto che nel laboratorio del Frame LAB ha maggior rilievo.

Zambruno sottolinea come nel suo lavoro sia importante la collaborazione interdisciplinare; I lavori all’interno dei laboratori si svolgono principalmente con la collaborazione di esperti di discipline diverse.

Questo rappresenta un modo di arricchimento e l’utilizzo della tecnologia porta sempre a nuovi spunti di approfondimento.

In conclusione, il prof.Luigi Canetti saluta e ringrazia tutti i presenti per aver partecipato all’incontro e augura il buon proseguimento dei lavori per l’avvio del progetto Rochemp.

Condividi
  • 9
  •  

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *