Tour Muse di Belfiore

Le muse di Belfiore protagoniste di 6 mini-documentari a Palazzo dei Diamanti

Il ciclo pittorico di cui facevano parte le 6 muse di Belfiore comprende dipinti piuttosto peculiari e complessi. Questi quadri, con altri che si presume decorassero lo spazio privato di Leonello d’Este, sono raccontati in un virtual tour fruibile nella Pinacoteca Nazionale di Ferrara e sul sito dedicato allo Studiolo di Belfiore realizzato da FrameLAB.

Ciascuna delle figure è stata dipinta con finalità comunicative differenti, seguendo le indicazioni di Guarino Veronese o, viceversa, con significative deviazioni. Alcune di esse, come nel caso di Polimnia, rielaborano in maniera netta l’iconografia tradizionale della musa, in questo caso in una nuova chiave agreste e bucolica.

Muse studiolo belfiore

Più di un quadro è frutto di ridipinture e ripensamenti, talvolta effettuati da artisti differenti in momenti successivi.

Per questi motivi, a un primo sguardo d’insieme, il gruppo delle 6 muse può sollevare dubbi. Può persino rassomigliare a una galleria di dipinti concepiti singolarmente, e non come parte di un ciclo unitario.

Inoltre, al di là delle differenze visive, molti dei simbolismi e delle chiavi di lettura note all’uomo di cultura del XV secolo, risultano difficilmente riconoscibili per l’osservatore contemporaneo.

Da qui la necessità di raccontare in maniera efficace l’articolata genesi del ciclo. I significati che ogni musa intendeva trasmettere e il dibattito, piuttosto acceso, che storici dell’arte e studiosi di iconografia conducono su esse ormai da molti anni.

Nel virtual tour sono stati quindi inseriti hotspot nella forma di brevi filmati realizzati con immagini ad alta definizione. Ciò ha permesso di indagare i più minuti dettagli di ciascun dipinto, di correlarli agli autori (talvolta solo supposti), alle tecniche pittoriche, ai simboli e alle allusioni contenute nel paesaggio o negli attributi delle figure femminili.

Tersicore_trono muse studiolo belfiore

Nel caso di Urania, ad esempio, si è scelto di sfruttare le potenzialità dei software di video editing e fotoritocco per sottolineare come siano state rispettate le indicazioni di Guarino, “animando” il volto e il collo della musa dell’Astronomia per enfatizzare il suo sguardo rivolto al cielo.

Il volto di Tersicore è stato sovrapposto a quello della Vergine di Duràn di Rogier van der Weyden per mostrarne la stretta somiglianza.

In ogni video si trovano confronti tra le muse, che sono accostate e desaturate, cioè ridotte a scala di grigi, per evidenziare analogie e differenze; ciascun filmato mostra ingrandimenti estremi che sono in grado di rivelare similarità nel degrado e nella tecnica di realizzazione.

Le problematiche e le vicende connesse a ogni musa sono spiegate attraverso brevi commenti testuali del curatore della mostra Marcello Toffanello.

Lo spazio del testo però è limitato: la potenza di un dipinto, in ultima analisi, non può che emergere dalla sua osservazione, e il compito principale di questi piccoli documentari è in effetti soprattutto quello di mostrare tutta la bellezza e la grazia delle 6 muse.

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