ArcGIS Pro: applicazioni nei beni culturali

ArcGIS Pro: applicazioni nei beni culturali

ArcGIS e ArcGISPro

ArcGIS è un sistema informativo geografico (GIS), concepito per la gestione, condivisione e analisi di dati geografici. É stato rilasciato per la prima volta dalla ESRI (Environmental System Research Institute) nel 1999. Si è rapidamente diffuso grazie alla sua facilità di utilizzo e alla capacità di realizzare un database georeferenziato. Tra i diversi programmi del pacchetto ArcGIS, si distingue per la sua versatilità ArcGIS Pro. Questo prodotto consente di realizzare atlanti digitali interattivi in 2D o 3D, garantendo un alto livello di precisione; si possono associare a queste mappature diversi tipi di informazione, nonché di condividerle.

Realizzare un atlante digitale

ArcGIS Pro mette a disposizione diversi tipi di mappe; grazie a queste è possibile impostare il proprio lavoro, associandolo ad un sistema di riferimento (SR). Una volta definite le basi del proprio progetto, è possibile procedere e stabilire quale tipo di elementi inserire all’interno dell’atlante.

L’utente può quindi scegliere tra tre tipologie di elementi vettoriali (shapefiles): lineare, spaziale o poligonale; questi possono essere poi personalizzati sia nel layout (colore, forma e trasparenza) sia nell’etichetta di riferimento. Ogni singola categoria di shapefile corrisponde ad un relativo livello (layer); tutti i layer creati vengono elencati in una legenda, dalla quale è possibile scegliere la modalità e l’ordine di visualizzazione.

È inoltre possibile associare a ciascun elemento sulla mappa una tabella degli attributi. Questa funzionalità consente all’utente di associare e catalogare una grande quantità di dati descrittivi di tipo numerico o testuale; permette anche di associarli ad una finestra temporale per valutare lo sviluppo di una data situazione nel tempo.

Il software ha funzionalità che permettono inoltre di svolgere analisi statistiche, valutando i dati sotto forma di grafici. Il risultato può essere concepito come mappa 2D o convertito in una “scena” tridimensionale (globale o locale) mediante l’applicazione ArcScene.

ArcgisPro e i beni culturali

Come già avvenuto con QGIS, ArcGIS Pro si è dimostrato un mezzo efficace nell’ambito dei beni culturali per la precisione nella ricostruzione spaziale. Le sue funzionalità consentono infatti di riprodurre fedelmente un sito d’interesse culturale; mentre la struttura a layers è adatta a riprodurre le diverse componenti di un’area archeologica o le sue fasi storiche. L’uso dell’applicazione permette inoltre di valutare le caratteristiche dell’area circostante, e di studiare l’influenza reciproca tra territorio e giacenze archeologiche. È il caso del P5 Project, avviato nel 2011 dalla Arizona State University.

Il progetto studia la frequentazione umana in epoca preistorica della costa orientale del Sud Africa. In particolare si concentra sulle variazioni nell’ecosistema locale e il loro impatto sugli insediamenti umani e lo sfruttamento delle risorse. I risultati degli scavi sono stati integrati in un modello 3D in alta risoluzione tramite ArcGIS Pro 2.1 e ESRI ArcGis 10.6. Questa ricostruzione ha consentito ai ricercatori di analizzare il contesto geografico dell’area; esamina le circostanze che hanno portato alla formazione del sito, con le conseguenti ripercussioni sull’uomo.

p5 project

Un altro esempio è il progetto 3D-Digging at Çatalhöyük (2009), nato dalla collaborazione tra la Stanford University e la University of California, Merced. Per la campagna condotta nel sito neolitico ArcScene è stato impiegato nella gestione di dati tridimensionali; inclusa la ricostruzione del contesto degli scavi e la riproduzione della stratigrafia e la vettorializzazione di superfici mesh. Il risultato è un’efficace integrazione di mappa digitale e ricostruzioni 3D.

In conclusione

Le informazioni relative alla mappa possono essere sempre modificate e aggiornate in base allo sviluppo delle analisi. La condivisione dell’atlante digitale è un valido strumento per la ricerca scientifica e per la valorizzazione del patrimonio culturale. In questo caso la mappa realizzata può essere inserita all’interno di una delle web app fornite da ArcGIS, come ad esempio una story map illustrativa.

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Marco Cornaglia

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