I libri del Palazzo Ducale di Gubbio

Fra Gubbio e Federico da Montefeltro esiste un legame del tutto particolare: prima di ogni altra cosa è la sua città natale, in cui spesso risiede per brevi periodi con famiglia e corte invitando di quando in quando ospiti di riguardo che intrattiene con pranzi e festeggiamenti, è il luogo in cui vuole che avvenga la nascita del suo futuro erede Guidubaldo, dalle cui complicazioni si decide purtroppo il destino della sua adorata consorte Battista Sforza, è sede prestigiosa e strategica in cui sceglie di collocare una nuova sontuosa residenza affidando i lavori di progettazione e costruzione all’amico architetto Francesco di Giorgio Martini. Gubbio è in buona sostanza la seconda città per importanza del suo stato, superata solo dalla capitale Urbino.

Ma è appunto a Urbino che si giocano le sorti principali della vita di Federico, il vero e unico centro di emanazione di un potere e un prestigio riconosciuti in tutta Europa, il luogo in cui si progetta e si mette in atto il programma di magnificazione della sua figura di principe. Ed è sempre a Urbino che nasce e si sviluppa una delle officine culturali più importanti del sapere umanistico del tempo, al centro della quale è posta la rilevante collezione libraria di Palazzo Ducale. È nella biblioteca di Urbino che si conservano infatti tutti i preziosi manoscritti del signore di Montefeltro.

A proposito dei libri, così importanti per Federico, e alla luce di quanto sopra descritto, viene da domandarsi se anche a Gubbio vi fosse un luogo destinato alla loro conservazione. Se si pensa che il nuovo Palazzo Ducale fatto qui costruire ricalca in buona parte la struttura di quello urbinate, compresa anche la realizzazione di un altro bellissimo studiolo, verrebbe da rispondere affermativamente. Lo storico Wolfgang Liebenwein ipotizza la collocazione della biblioteca nel corridoio antistante proprio la stanza dello studiolo. In realtà nei vari documenti relativi alla storia del palazzo eugubino non viene mai menzionata alcuna raccolta libraria. Negli inventari prodotti dalla morte di Francesco Maria II Della Rovere in poi, ogni qualvolta sono avvenuti passaggi di proprietà dell’edificio, non si citano mai manoscritti o libri a stampa. Questo fatto, apparentemente anomalo, è a dire il vero motivabile da un paio di considerazioni.

Gubbio, il cortile del Palazzo Ducale

Innanzi tutto la biblioteca di Federico è per eccellenza quella di Urbino: è qui che nasce ed è qui che è destinata a rimanere per essere utilizzata dal principe e dalla sua corte nonché per essere mostrata ai suoi ospiti facoltosi; è improbabile quindi la creazione di un’ulteriore e dispendiosa raccolta anche a Gubbio, città frequentata dal Montefeltro saltuariamente e con permanenze non troppo prolungate. In secondo luogo la costruzione del Palazzo Ducale eugubino è abbastanza tarda: i lavori iniziano attorno al 1476 e si concludono nel 1488 quando Federico è già morto; con la scomparsa del duca il flusso di acquisizione di manoscritti si arresta ed è noto che il suo successore Guidubaldo non ha particolare interesse a continuare l’opera paterna di ampliamento della collezione e ancora meno, si immagina, a inaugurarne una nuova. Questo atteggiamento risulta ancora più evidente con il passaggio dei beni ai Della Rovere, ad esclusione di Francesco Maria II che però è concentrato principalmente sulla costituzione della sua raccolta di Casteldurante.

Non è quindi azzardato supporre che a Gubbio non vi fosse alcuna biblioteca, al massimo si può ipotizzare la presenza di un armadio, nelle stanze del duca o in prossimità dello studiolo, in cui riporre quei libri portati provvisoriamente da Urbino da leggere durante le settimane di permanenza in città o in cui conservare un certo numero di duplicati, comunque belli e preziosi, da mostrare agli ospiti occasionali. A questo proposito può essere ritenuta valida la collocazione immaginata da Liebenwein anche per quanto riguarda l’ipotetico armadio: se il corridoio di fronte allo studiolo non è stato effettivamente sfruttato per allestirvi una biblioteca, è d’altra parte probabile che tale spazio sia stato impiegato per svolgervi udienze straordinarie: quale posto migliore quindi per posizionarvi un arredo contenente una serie di oggetti di lusso da mostrare a qualche visitatore speciale.