Lo Studiolo

Lo Studiolo di Gubbio, commissionato da Federico da Montefeltro tra il 1478 e il 1482, e ampiamente ispirato a quello di Urbino, è il cuore del Palazzo. È uno spazio riservato allo studio e alla meditazione, dove Federico ammette solo gli ospiti più importanti, per stupirli con la raffinatezza delle decorazioni intarsiate, disegnate da Francesco di Giorgio Martini e realizzate dal fiorentino Giuliano da Maiano. La pianta trapezoidale del piccolo ambiente ripropone in scala quella del cortile e ne ripete i rapporti proporzionali. Nel complesso programma iconografico dello Studiolo, originariamente costituito da pannelli intarsiati che rivestivano le pareti all’incirca per due terzi e da dipinti, precocemente dispersi, si rispecchia il panorama reale e simbolico della corte. Le immagini intarsiate propongono una sintesi della vita, degli interessi culturali, delle passioni del duca, qui celebrato anche attraverso le tre onorificenze ottenute nel corso del 1474: il titolo ducale avuto da papa Sisto IV, il Collare dell’Ermellino dal re di Napoli Ferdinando I D’Aragona, l’Ordine della Giarrettiera da Edoardo IV d’Inghilterra. Libri, strumenti musicali, elementi araldici, armature, astrolabi, oggetti per lo studio delle discipline scientifiche sono posti entro armadi prospetticamente studiati e resi con straordinario effetto illusionistico. Gran parte del lavoro è ultimato entro il 1482; solo il pannello a destra della finestra, che reca l’iscrizione G.BALDO.DX (Guidubaldo Dux), è sicuramente da ricondurre ad un momento immediatamente successivo. Al di sopra degli elementi lignei erano collocate delle tavole dipinte (probabilmente identificabili con il ciclo delle arti liberali attribuite a Giusto di Gand) già trasferite nel 1673 a Firenze per volere di Vittoria della Rovere, ultima discendente del casato e ormai Granduchessa di Toscana. Nel 1874 la famiglia Balducci di Gubbio, che aveva acquistato il Palazzo nel 1773 spogliandolo progressivamente dei suoi arredi, aliena per 6.000 lire tutto l’apparato decorativo dello Studiolo al principe Filippo Massimo Lancellotti per la sua villa di Frascati. Questi nel 1937 lo cede per 150.000 Lire ad Adolph Loewi, un antiquario ebreo che lo esporta in America e lo vende nel 1939 al Metropolitan Museum of Art di New York per 32.000 dollari. Nel 2001 la cittadinanza eugubina propone di far realizzare ai Minelli, noti maestri di legname della città, una replica dello Studiolo, qui collocata nel 2009.