Mazzocchio

Mazzocchio

Il mazzocchio è uno dei poliedri che più hanno ispirato la fantasia degli artisti rinascimentali. Il nome di questo oggetto deriva della struttura di borra a forma di anello di un tipico copricapo fiorentino del Quattrocento detto anche “cappuccio a foggia”. Allo studio di questo solido si dedicarono vari artisti del Quattrocento, primo fra tutti Paolo Uccello di cui ci restano alcuni raffinati disegni e gli splendidi copricapo dei cavalieri delle sue celebri Battaglie. Le istruzioni per disegnare il mazzocchio furono dettagliatamente illustrate da Piero della Francesca in un’opera di riferimento soprattutto per gli intarsiatori. Splendidi mazzocchi li troviamo raffigurati nelle tarsie del celebre studiolo di Federico da Montafeltro, a Urbino, e nei raffinati pannelli intarsiati nella Sacrestia della chiesa di Santa Maria in Organo a Verona. Il mazzocchio è un anello poligonale formato da una serie di prismi a sezione esagonale o ottagonale, uniti in modo da formare sempre angoli ottusi. Aumentando il numero dei settori di prisma, e al tempo stesso le facce della sezione poligonale, il mazzocchio si approssima sempre di più a un anello cilindrico, ossia a un toro. In questa forma, il solido rappresenta la struttura geometrica generatrice della volta a botte anulare in uso fin dall’antichità come copertura per gli impianti circolari, ma è anche un elemento costitutivo di basi e capitelli.