Isabelle – un horror mediocre

Isabelle – un horror mediocre

Nella vena di Rosemary’s baby, Isabelle di Robert Heydon si apre con una scena forse un po’ cliché: Matt e Larissa, una coppia sposata e in attesa molto prossima di un bambino, ha appena traslocato in una nuova casa in quello che sembra un quartiere tranquillo.

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Disegno di Oscar Hernando Forero Daza

Di nuovo percorrendo la classica linea del film horror, la quiete, soprattutto quella emotiva, non dura a lungo, perchè Larissa trasmette sin dalle prime scene un senso di incertezza espresso nelle mille domande che fa al marito (“Ma sei sicuro di tutto questo?”, “Ma vuoi davvero questo bambino?”) che non sembra acquietarsi né dopo le rassicurazioni di Matt né dopo aver parlato con un’amica.

Tutti i dubbi e le insicurezze sembrano paranoie infondate, ma qualcosa cambia. Dopo una breve conversazione con la vicina, sorvegliata dalla finestra dalla figlia di quest’ultima, Larissa avverte dei dolori terribili e cade a terra sanguinando copiosamente. Dopo questo inspiegabile incidente lo spettatore viene catapultato in ospedale insieme a Matt, al quale una dottoressa dice che sua moglie ha sofferto delle complicazioni e ha passato un minuto clinicamente morta prima di riprendere vita, e ciò porterà delle conseguenze a livello cerebrale una volta risvegliata. Il bambino, naturalmente, non ce l’ha fatta.

Da qui inizia il vero tormento della donna. Traumatizzata dall’accaduto e incapace di accettare completamente la perdita di suo figlio, inizia ad avere delle visioni del bambino immaginandolo vivo nella culla. La rabbia e l’incapacità di elaborare il lutto la spinge ad incolpare Matt, il quale fatica ad aiutarla, e Larissa sembra cadere sempre di più nel tunnel della pazzia e delle visioni senza un’apparente spiegazione, costretta ad affrontare tutto da sola a causa del distacco emotivo dal marito.

Ma Larissa non è pazza, c’è davvero qualcosa di maligno ad influenzare le sue crisi, e lo spettatore è l’unico a vederlo: è Isabelle Pelway, la figlia della vicina, che esteticamente non ha nulla di nuovo o entusiasmante. È una ragazza pallida con lunghi capelli neri vestita con una lunga camicia da notte bianca, una versione meno decomposta di Samara di The Ring, che sembra essere costantemente alla finestra ad osservare ogni secondo della vita dei due coniugi e il cui sguardo sembra bastare a far impazzire Larissa, tra dolori, sensazioni fantasma e terrore, fino a farle tentare il suicidio. Amanda Crew, l’attrice scelta per interpretare Larissa, fa un buon lavoro nell’esprimere lo sfinimento e la spossatezza fisica ed emotiva di una donna che finisce per credersi pazza perchè nessuno vede ciò che lei vede, nessuno sente il terrore che lei sente. A nulla serve parlarne con suo marito, perchè Matt non le crede non vedendo mai Isabelle, e continua a non farlo nemmeno dopo aver letto su internet la verità sul passato della famiglia che vive accanto a loro: Isabelle, nata paralizzata e muta, era stata sottoposta ad abusi e rituali satanici dal padre che l’aveva “donata” al diavolo prima di finire in prigione e morire.

IsabelleMa cos’è che Isabelle esattamente vuole? Apparentemente sembra che voglia uccidere i coniugi, soprattutto Larissa, oppure semplicemente godere della loro sofferenza tormentandoli, esaurendo le loro forze e facendoli impazzire. Ma c’è una scena in particolare che può far cambiare idea sulla natura demonica della ragazza: Isabelle indebolisce Larissa talmente tanto da riuscire a “scambiarsi di posto” con lei, ottenendo le attenzioni di Matt e un rapporto sessuale con lui (che non si accorge che quella nel suo letto non è sua moglie), mentre Larissa è costretta a guardare dalla finestra di casa Pelway immobilizzata sulla sedia a rotelle di Isabelle. Questo è l’unico momento del film in cui la ragazza sembra prendere un colorito naturale, umano, vitale. Forse Isabelle desiderava solo avere una vita normale, dei rapporti con delle persone che non fossero la madre che la teneva rinchiusa perchè terrorizzata da lei.

Il film riunisce molti cliché del genere horror, in alcuni punti con successo, in altri in modo più confusionario, come per esempio lo scontro finale tra Isabelle e la coppia, in cui anche Matt finalmente si rende conto di quello che sta realmente succedendo e riesce a “svegliare” Larissa dalla possessione demonica soffocandola, e con lo stesso modo in cui si erano catapultati in ospedale la prima volta la coppia ci torna di nuovo come per magia. Larissa questa volta non ha perso il bambino nonostante le complicazioni e i due tornano a casa con il figlioletto pochi giorni dopo. Dalla finestra però, Isabelle è tornata a spiarli con un sorriso maligno, pronta a ripetere all’infinito i suoi tentativi di avere la loro vita.

 

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