Totem – un mondo parallelo

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Totem, già dai primi istanti, è in grado di turbare e allo stesso tempo ipnotizzare lo spettatore attraverso un mondo nascosto, invisibile per le persone comuni ma che tuttavia esiste ed è assolutamente reale. Totem è questo, una storia fatta di trafficanti di droga, tradimenti, ricatti e soprattutto violenza. Si potrebbe quasi definire una fotografia del lato oscuro della nostra società, ovvero quel lato che non è regolato dalle normali leggi di vita civile ma dalla legge del più forte in una inesauribile corsa verso il potere e il controllo.

totemIl protagonista Savage e suo fratello sono coinvolti in un affare di droga che li porterà purtroppo a tragiche conseguenze. La droga, il guadagno e il potere sono all’ordine del giorno in questa giungla urbana. Savage vuole infatti farsi strada nella scala criminale per potersi arricchire ancora di più. Il suo modello di riferimento sarà il fratello Igor, il capo di una banda criminale che controlla la città ma che non lascia che Savage si unisca al suo gruppo. Inoltre la ragazza del protagonista è una prostituta che durante un incontro con i suoi clienti viene violentata. Per vendicarsi del suo protettore dirà a Savage tutti i dettagli di un affare di droga in cui è coinvolto l’uomo. Quest’ultimo naturalmente dirà tutto al fratello che progetterà un agguato per ritirare per primo le droghe non sapendo però che queste appartengono alla mafia serba. L’agguato dei temuti serbi incomincia. Igor scompare nel nulla e Savage è rimasto da solo nella città: dovrà affrontare la purga dei nemici cercando di proteggere in tutti i modi sè stesso e la sua amata.

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Disegno di Oscar Hernando Forero Daza

Insomma una trama complessa e ricca basata sulle reali vicissitudini di chi vive questa tipologia di vita in prima persona. L’intento del regista polacco Jakub Charon è proprio quello di trasportare lo spettatore nel mondo ostile e selvaggio della vita da strada nel suo aspetto più crudo e diretto. Per far ciò Charon utilizza una recitazione economica: i dialoghi sono per la maggior parte improvvisati e superficiali, il montaggio e il ritmo dell’azione estremamente veloci e la sceneggiatura è un connubio di parole grezze e volgari. Anche gli attori scelti per i personaggi principali non sono dei professionisti, ma persone comuni, che improvvisano in maniera spontanea. In un contesto di realismo lo scorrere delle scene e dei dialoghi intrisi della quotidianità di questi personaggi caratterizzati dall’animo un po’ gangster può risultare monotono e piatto. L’attenzione e l’aspettativa si riaccendono nelle tante scene d’azione cariche di tensione e movimento che creano una sorta di climax verso il tragico finale.

La caratterizzazione del personaggio di Savage riflette il dramma della vita di chi sta ai margini della società. In un momento di assoluta crisi viene completamente abbandonato a se stesso ed è costretto a contare unicamente sulle proprie forze. Savage è trascinato da questo mondo fatto di lotta per il potere e mancanza di scrupoli, ma tuttavia analizzando il personaggio si riscopre in lui una personalità decisamente più complessa. Se da un lato vuole diventare un autentico criminale prendendo come esempio il fratello dall’altra lascia che i suoi sentimenti più umani escano allo scoperto. È questo che rende Savage diverso dagli altri personaggi: riesce a rivelarsi un uomo che prova emozioni di amore e compassione in più di un occasione. Il suo supporto emotivo è anche nella famiglia, una delle poche cose dove trovare un umano conforto e a cui dimostra di tenere tantissimo. Savage è un pò come l’eroe di un antica tragedia greca: cerca di compiere ogni tentativo per cambiare il suo destino, ma si addentra sempre di più in una rete di eventi tragici. Essere una persona che ancora trattiene nella sua personalità cose positive non lo salverà dal fatto di voler essere anche parte di una banda criminale.

Le tonalià fredde dominano le scene sensibilizzandoci nel violento realismo che il film vuole trasmettere. Lo stesso riesce a fare la colonna sonora, che è indubbiamente forte, a volte quasi disturbante, ma in perfetta sintonia con l’essenza del film. Non tutti potrebbero apprezzare questo alto grado di realismo, ma senza dubbio Charon è riuscito nell’intento di raccontare una storia su chi vive ai margini della società e lo fa nel modo più diretto possibile.

 

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