La storia degli Este

La casata degli Este ha le sue origini nell’alto medioevo e in particolare nella famiglia degli Obertenghi, di ascendenze longobarde.

Alberto Azzo II

La stirpe dei marchesi estensi si determina con Alberto Azzo II, figlio di Alberto Azzo I, morto nel 1029. Alberto II trasferì a Este la residenza di questo ramo del ceppo obertengo. Dal secondo matrimonio di Alberto II, nacque Folco che continuò la linea italiana della dinastia. Suo figlio Obizzo I nel corso del XIII secolo ottenne prima la signoria di Ferrara e poi di Modena e Reggio. Dopo un periodo di crisi nel corso del XIV secolo, gli Estensi furono cacciati da Modena, Reggio e Ferrara. Successivamente furono richiamati a Ferrara come vicari del papa e a Modena. Sarà solo con Niccolò III (1393-1441) che la potenza della casata si affermerà definitivamente consolidando lo stato che si era formato con le nuove annessioni. Infatti, il dominio dello stato estense a quel tempo comprendeva Ferrara ma anche Modena, Adria, Comacchio, Rovigo e vari possessi in Romagna.

Dopo la morte di Niccolò III salì al trono Leonello. Durante questo periodo il ducato Estense vivrà uno dei momenti più pacifici e rosei, sopratutto dal punto di vista culturale. Infatti, proprio in questi anni, il duca ideò lo studiolo di Belfiore.

Alla morte di Leonello subentrò il fratello Borso, che già a diciotto anni era al servizio del Comune di Venezia come capitano di ventura. A differenza di Leonello, Borso d’Este fu un uomo d’azione, un ottimo militare e poi abile statista.

Statua equestre di Niccolò III

Come Leonello, anche Borso ebbe come precettori maestri come Giacomo Bisi e Guglielmo Capello. Borso però non dimostrò una notevole propensione per gli studi, dedicandosi invece con maggior passione all’attività fisica.

Borso regnò per vent’anni (1450-1471). Durante la prima fase si dedicò più alla vita militare riportando una serie di sconfitte in battaglie che miravano ad estendere il dominio estense.  Successivamente decise di dedicarsi all’attività diplomatica. Seguì in parte la precedente politica attuata da Leonello nel sostenere gli equilibri, sempre molto labili, tra gli Stati italiani. Dopo la morte di Borso, la scelta del nuovo successore cadde di nuovo sulla linea legittima della famiglia; salì al trono Ercole, primo figlio del terzo matrimonio di Niccolò III.

 

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