Lo Studiolo

Belfiore era una delle delizie estensi, le residenze urbane e suburbane destinate ad accogliere i soggiorni dei principi e della loro corte. Costruita appena fuori le mura cittadine dal marchese Alberto V, ideatore anche di Schifanoia (1385)  e Palazzo Paradiso (1388), la residenza era immersa nel verde, circondata da un grande parco. Con l’Addizione di Ercole I, iniziata verso la fine del Quattrocento, la delizia entrò all’interno del perimetro urbano.

Lo Studiolo di Belfiore fu uno dei primi esempi di questo ambiente tipico della cultura di corte del quattrocento e si trovava nell’ala residenziale della delizia: al piano terra vi era collocata la stanza da letto del principe, al piano superiore, oltre il vano scala, vi erano un’anticamera e un’altra chamara o “studio” come leggiamo nel contratto in cui sono registrate le commesse di lavoro assegnate agli artigiani

A Iacomo Grifo fornasaro per prede e calzina che lui à dato per fare doe camare in lo sollaro del pallazo di Belfiore per lo studio del prefato nostro Signore

Il documento di pagamento dell’8 luglio 1448, per lire 32, è tratto dal Libro autentico de’ lavorieri (1448) della Camera Ducale Estense.

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